due passi fra terra e cielo
Se non ricordo male, son due anni che ho intrapreso un'avventura speciale. Avevo voglia di andarmene un po' in montagna, a cercare gli stambecchi, le marmotte e tutto quello che trovavo...... Ero stato in passato in Val d'Aosta, sia per lavoro, sia per vacanza, ma mai da solo in montagna. Oltretutto questa volta volevo addentrarmi nientemeno che nel Parco del Gran Paradiso!!!!! Detto fatto, prenoto albergo a valle e rifugio Chabod, in quota, sperando nella clemenza del tempo e..... nelle mie gambe!!! Ancora non possedevo la macchina fotografica migliore, ma poco importava. Importante era incontrare gli animali. Sapevo che era difficile. Oltretutto, per problemi logistici, ho dovuto prenotare un fine settimana, quindi con un prevedevole afflusso di turisti. Era la fine di Giugno. Bene. La mattina presto parto dall'albergo in Valsavarenche, a Bien, se non ricordo male. Faccio pochi chilometri ed arrivo all'area di partenza del sentiero, a Pravieux, sempre 1820 metri. Dall'altra parte del torrente parte un ripido sentiero, tipico di vallata glaciale alpina: fianchi della valle ripidi, per poi addolcirsi ( più o meno), più in quota. Ricordo del vecchio ghiacciaio. Devo arrivare a 2750 metri, a Rifugio. Zaino in spalla, macchina fotografica a mano, e comincio. Son da solo, o quasi, è ancora presto. Da subito vedo qualche animale, qualche camoscio che mi appare quasi senza accorgersi della mia presenza...... Spettacolare, solo che è tempo di muta e la folta pelliccia invernale cade a brandelli lasciando scoperta quella fine estiva, marrone chiaro. Sembrano tignosi, ma stanno benissimo, sono solo in muta. Infatti stanno riparati nel bosco, fra gli alberi. Ne scorgo diversi salendo. Di marmotte, invece, neanche l'ombra: ogni tanto sento i fischi acutissimi ( la prima volta....), ma loro sono molto elusive. pensate, in quota ad un pianoro più o meno regolare, con diversi massi e roccie dirupate, intervallati da chiazze di bruna terra e dei pochi stentati arbusti: mica facile, vedere un qualcosa di bruno, alto sì e no 35 centimetri!!!! Solo quando si muovono allora posso sperare di vederle!! Insomma, proseguo, il tempo passa, supero il casotto di Lavassey, a 2200 metri. Poco più in là, oltre il limitare degli alberi, quando il pendio si fa più dolce, sulla destra scorgo del movimento, in lontananza. E finalmente!!!! Un gruppo di stambecchi si crogiolano al sole su una cengia rocciosa. Son lontani, ma sono l'unico incontro che faccio con questi splendidi animali. Arrivo nel pomeriggio al Rifugio Chabod. Avendo ancora molta luce e discrete forza, faccio un giro nei dintorni. Solo qualche temerario camoscio che si avvicina, un ermellino ancora in abito invernale che però è così veloce da sfuggire al mio scatto, qualche fischio di marmotte. Ceno e mi ritiro, anche perchè il freddo si fa sentire e poi è uso andare a dormire presto, perchè l'indomani mattina gli escursionisti attaccano la via per il Gran Paradiso alle 4:30!!!!!!! Mi sveglio invece più tardi e riparto verso il rifugio Vittorio Emanuele, dove contavo di arrivare e scendere. Attorno a me montagne magnifiche, la lingua della morena dell'antico ghiacciaio che si para davanti a me. Massi enormi ostacolano il cammino, anche perchè sono solo e non conosco il percorso. Ma vado avanti. All'improvviso mi si para davanti un bel camoscio, a pochi metri. Salta, mi guarda e salta. Ed io scatto!. Sempre avanti, mi fermo a riposare e controllare il sentiero, sono ad una biforcazione minore. 20 metri più in là, un simpatico gruppo di marmotte si gode la libertà giocando ed azzuffandosi ritte sulle zampe posteriori!!!!!!!!! Fantastico! Non mi hanno visto, quindi posso scattare con facilità. Due e poi tre esemplari si danno da fare......
Scendo, ormai è caldo ed i primi turisti si affacciano sui sentieri, ed ogni tanto se ne sentono delle belle....... Non passo dal Rifugio, ma intercetto il sentiero in discesa, verso Breuil, dove riprendo la strada normale e mi scarpino quei pochi chilomentri dove ho lasciato il mio mezzo. Il giorno dopo ritento una nuova avventura, ma questa volta andando verso il vallone di Levionnaz, dove un tizio che ho conosciuto ( toscano, per giunta!!!), mi ha detto che la sua figlia studia proprio gli stambecchi, su nel vallone, e lui ne aveva visti in gruppo, a crogiolarsi al sole in mezzo alla neve. Invece non incontro niente, solo i soliti camosci e qualche marmotta. Invece fantastico è il paesino di partenza, Tignez. Sembra un quadro bucolico!!!!