maschio o femmina?
Appassionato di animali selvatici, che cerco di fotografare nel loro ambiente naturale, forse son riuscito dopo svariati tentativi a riprendere e fotografare un maschio di cervo a distanza ravvicinata. Ma come tutti sappiamo, l'obbiettivo raggiunto è la naturale spinta verso nuovi traguardi. Approfittando della bella giornata di sole, ieri mi son messo in cammino poco prima dell'alba. Avevo avuto una segnalazione di dove trovare i miei amici ungulati. Sfortunatamente la ricerca è andata vana: essendo animali selvatici, la certezza matematica dell'incontro non c'è mai! Insomma, nonostante il freddo ancora intenso e la neve sui sentieri, ho proseguito la ricerca, cercando di sfruttare appieno la bella giornata. Mi son dunque diretto verso il mio solito sentiero, ma questa volta l'ho percorso al contrario: speravo infatti di trovare qualche soggetto velocemente, all'incirca nel punto dove li avevo visti la settimana scorsa. Infatti qualche grosso ungulato son riuscito a scorgerlo, sopra e sotto il sentiero pieno di neve, ma loro mi avevano sentito e visto prima! E rapidamente si son dileguati verso i cespugli, togliendomi la possibilità di scattare qualche foto. La, anche se poca, mi ha rallentato e prodotto quel rumore che ha allertato i miei sensibili amici. Non demordo, proseguo sul sentiero, rinfrancato da questo primo fugace incontro. Essendo ancora presto nella mattinata, visto che a Cerliano sul pratone ancora coperto di neve non vi era traccia di animali, proseguo verso il passo degli Acquiputoli, sentiero che mi ero ripromesso di esplorare quando avrei avuto tempo. Fatte poche centinaia di metri, scorgo sulla sinistra una sagoma familiare, uno “specchio”. Punto la macchina fotografica, che uso anche come binocolo, che mi da conferma della presenza del cervo. E' immobile, fermo a brucare in mezzo ad alcuni tronchi tagliati, fra i grossi castagneti che circondano la località. La relativa assenza di cespugli facilita l'avvistamento. Probabilmente non mi ha sentito, perchè rimane intento a brucare le poche cose che riesce a trovare in questo duro inverno, dandomi il posteriore. Rendendomi conto di essere sotto-vento, cerco di avvicinarmi, scattando nel frattempo qualche foto. Qualche metro prezioso e mi avvicino. Mi metto a sedere nel fango che quasi mi fa scivolare con tutta l'attrezzatura fotografica. Ancora non mi ha scorto, quindi decido di procurare io una reazione: fischio. L'animale a questo punto si volta ( foto!!) e rendendosi conto che non ero suo simile, scappa a gambe levate. Fino a che non torno a casa, non mi rendo conto che forse ho fotografato un maschio. Ingrandendo la foto infatti si vedono, almeno così interpreto io, le rosette, cioè l'attaccatura dei palchi, ai lati della testa. Infatti in questo periodo i maschi perdono il caratteristico loro trofeo, per poi crescerlo di nuovo ed esser pronti per la nuova stagione riproduttiva in autunno. Quindi sono quasi indistinguibili, da lontano, dalle femmine, prive delle corna. Altre cose che possono confermare il sesso del fotografato, sono sia il fatto che era solitario ( le femmine in genere sono sempre in branchi più o meno numerosi, e così le ho sempre viste), e la sorta di criniera sul collo dell'esemplare, chiaramente visibile. Era comunque un bell'esemplare, forte e grosso. Al ritorno non scorgo niente, ma quasi arrivato al paese di Cantagallo mi sfuggono tre rapaci in cielo, avvistati solo all'ultimo momento, forse delle poiane. Scorti che volteggiavano, non faccio in tempo ad inquadrarli che si abbassano sotto il livello degli alberi, rendendo difficile la loro localizzazione, proseguendo verso la loro planata verso la parte bassa della valle. Sarebbe stato un felice “dolce” di una bella giornata!