oceano della tranquillità
Si può, nella confusionaria, affollattissima, chiassosa e tempio del divertimento notturno isola di Panarea trovare un posto tranquillo, ameno, dove poter riposare lo spirito ed il corpo? La risposta è sì! Una baia incastonata fra le rocce basaltiche del sud dell'isola, quasi nascosta da pareti a strapiombo regno degli immancabili gabbiani, dove le acque rispecchiano il fondo terso. Un'antichissima caldera sprofondata in tempi immemorabili, segno del vulcanismo di queste isole mediterranee, circondata dalle alte rocce. Un isolotto, posto quasi di fronte all'imboccatura, alto e schietto, si pone a guardia di questo gioiello, con le sue verrucose pareti che lo fanno assomigliare ad un antico pachiderma: la testa appoggiata alla proboscide, il dorso poco più alto. La sera, cullati dalle onde che dolcemente si infrangevano sulle pareti rocciose della baia a poca distanza dalla nostra barca, abbiamo trascorso un sonno ristoratore, non prima di aver ammirato le stelle che, trascinate da una mano invisibile, precipitavano sulla terra, secondo una vecchia leggenda. L'imboccatura della baia era solo per noi, entusiasti di aver trovato questo posto ameno. Posto che anche gli antichi coloni micenei avevano scelto, con il suo bel promontorio proteso sul mare, isolato dalle alte scogliere a picco. Quasi a simboleggiare un legame, una liason fra l'uomo ed il mare che univa quegli intrepidi navigatori di un tempo e noi, tecnologici avventurieri vacanzieri di questa strana estate.....