Scornato.....
Non è mia abitudine inserire le foto non venute, scattate male, ma questa è particolare. Beh, mi conoscete, non sono uno studioso, non un fotografo, neanche un "addetto ai lavori", solo un appassionato di animali, e di animali selvatici in particolare. In più, come ho già detto più volte, amo moltissimo il cervo nobile, forse proprio per la sua aria di "nobiltà", quando trotta allegramente, forse per le sue grandi orecchie mobilissime ed attente, forse per la maestosità e la gentilezza nello stesso tempo, non so..... Da quando l'anno scorso ho scoperto questo posto, a pochi chilometri da casa mia, dove convivono diverse centinaia di esemplari in un relativamente ristretto territorio, beh, non perdo occasione per andar a scoprire nuove emozioni, sia di incontro che fotografiche. Anche lunedì son stato di primissima mattina a cercar questi esemplari, anche perchè questa è l'epoca degli amori e quindi spero sempre di immortalare la mie prede in bellissime pose. Ho sempre letto che durante questo periodo i maschi tendono a dimenticarsi quasi di mangiare, tendono a farsi più audaci e quindi ad esser più osservabili. Beh, non è sempre così!!! Un pratone sulla destra della strada per Cantagallo, la mattina poco dopo l'alba, ha fornito la "merce" preziosa di questa foto. Parcheggiato la macchina sul lato della strada, ho cercato di avvicinarmi al maschio ed alla femmina che era con lui. Inizialmente il maschio si è pure avvicinato, fino ad una ventina di metri, poi tutti e due son andati via. Nel frattempo ho scattato alcune foto, ma la poca luce non mi ha aiutato. Ed ho notato una cosa curiiosa: il maschio ha il palco destro rotto, spezzato. Probabilmente combattendo con altri simili, gli incroci delle corna hanno prodotto la rottura. Che sicuramente si è prodotta dopo la caduta del velluto, il rivestimento esterno che nutre il palco facendolo crescere ogni anno al suo rinnovo. Insomma, il maschietto in questione è andato dall'altra parte del torrentello, su altro pratone, in compagnia delle altre femmine. Emetteva il suono caratteristico, il bramito, una sorta di suono gutturale profondo che i maschi emettono proprio durante la stagione degli amori per "far colpo" sulle femmine e sfidare gli altri concorrenti, dimostrando il proprio rango e la propria forza fisica. Sfortunatamente fra me ed i cervi, a quel punto, oltre al torrentello che avevo guadato, non senza difficoltà, badando alla macchina fotografica, c'era una rete che mi impediva di proseguire. Ho comunque scattato la foto che vedete, dove noterete la femmina in alto a sinistra: ha un radiocollare, applicato dai ricercatori proprio per seguire le mosse del branco. In mattinata ho comunque proseguito alla ricerca di altri maschi e di altri cervi, aiutato proprio dal loro "vocalizzo". Su in montagna ad un certo punto ho seguito un bramito, verso cui mi son diretto, ma il maschio, bello, mi ha scoperto prima ed è fuggito non lasciandomi tempo neanche per uno scatto. Poco più in là, sempre indirizzato da un vocalizzo, ho cercato per una ventina di minuti di seguirne un altro, seguendo un sentiero, con la maggiori cautela possibile, cercando nello stesso tempo di far meno rumore e di osservare l'intricata vegetazione arbustiva che orlava il castagneto dove mi trovavo, cercando di notare la minima presenza degli animali. Pian piano, con cautela, nonostante l'emozione e la tensione fossero enormi, ho solo scorto una femmina con il piccolo dell'anno, dall'altra parte di una piccola valle, in mezzo alla vegetazione. Ma del maschio, di cui sentivo distintamente il bramito, nessuna traccia: gli ero arrivato lateralmente, ma per osservarlo dovevo attraversare quella valletta immersa nel bosco, facendo troppo rumore ed allora il cervo mi avrebbe scorto e sarebbe scappato, vanificando così l'impresa............