Una notte d'altri tempi

Pubblicato il da Marco Pistelli

giovane maschiolepreApprofittando delle giornate di ferie e rischiando un poco per il cattivo tempo annunciato, ho concretizzato un desiderio! Volevo passare la sera/notte in montagna, accanto ai miei amici selvatici a quattro zampe. Una struttura semplice, una vecchia cannicciaia riadibita a posto tappa mi avrebbe permesso di passare la notte, al relativo riparo delle intemperie. ricordi di un ormai lontano scoutismo mi hanno aiutato ad affrontare il percorso. Armato di tutto punto, fotograficamente parlando, zaino con sacco a pelo, viveri e quanto altro, ho faticosamente affrontato l'oretta di cammino che mi separava dalla meta. Quanti son lontani i tempi quando affrontavo salite e percorsi con zaini di venti chili e passa.......!!!! Beh, gli anni passano. Insomma, nel silenzio del bosco, attento ai segni ed ai suoni, mi son diretto alla mia meta, nel pomeriggio inoltrato di martedì. Conoscendo il percorso quasi a memoria, sapevo che subito dopo i grandi alberi di castagno si apriva la piccola radura dove spesso ho visto i selvatici. Macchina fotografica pronta, occhio vigile, passo felpato ( per quel che è stato possibile), adreanalina a fior di pelle. Scorgo la radura, fra le ginestre sulla sinistra del sentiero. Un "qualcosa" è fuori posto, non mi torna. Guardo meglio: è una lepre! scatto qualche foto, perchè l'animale si accorge della mia presenza e si mette a saltellare nel suo caratteristico modo spezzato. Si ferma al limitare dei pali di una recinzione fittizia. Poi decide che non è aria e si allontana. Felice di questo primo incontro, apro la casetta e mi sistemo. Accaldato e stanco, sempre nel massimo silenzio, mi rifornisco di acqua e di legna da usare per la cucina economica, che userò per scaldare/deumidificare l'ambiente e scaldarmi qualcosa di caldo, al'ora di cena. il posto è fantastico, quasi una fiaba: una fonte d'acqua a pochi psssi, alcune panche di legno, sedie e tavoli all'esterno. Una staccionata dove poter anche appoggiare la macchina fotografica, una radura con l'erba verde, un pomeriggio inoltrato. Infatti ecco spuntare due cervi, uno almeno un maschietto, giovane, che deduco poi a casa quando vedo spuntare i cornini ingrandendo le foto. Tranquillamente pascolano in mezzo alla radura, a neppur dieci metri da me. Sembrano non accorgersi della mia presenza. Lentamente, silenziosamente scatto, mi sposto, scatto. Loro tranquilli, poi forse qualcosa gli dice che c'è un estraneo, si bloccano, mi osservano ed alla fine scappano. Avendo ancora pochi minuti di luce buona, mi dirigo verso il "cervodromo", così almeno l'ho sentito chiamare da Luciano, una guida escursionista incontrata in una delle mie passate escursioni. E' una serie di radure, di pratoni, pochi minuti di cammino, in salita da Cerliano, dove mi trovavo. Si chiama così perchè ci hanno costruito due appostamenti, perlatro molto danneggiati, dove fare il censimento agli ungulati. Salgo per la strada sterrata. Altro incontro con un cervo, una femmina, al limitare della strada forestale. Anche lei alle prime non si accorge della presenza. Poi scappa, imitata dai suoi compagni/e che non avevo visto: insieme un bel branchetto di qualche esemplare. essendo quasi buio e quindi difficile scattar foto, giro i tacchi e torno indietro. Altro incontro con cervi, che ad un certo punto per scappare mi attraversano la strada forestale, bellissimi movimenti, aggrazziati, fluidi, potenti con le zampe posteriori a salire il piccolo pendio. Sulla destra sento un suono, come un abbaiare. Forse il richiamo di una mamma verso il piccolo? non lo saprò mai, anche se so che è possibile. I cerbiattini stanno nascendo, prima o poi li avvisterò...... Torno al mio "rifugio temporaneo". Mi preparo la cena, convinto che la luce soffusa, il tramonto, mi donerà qualche altra emozione. Infatti, all'improvviso, dopo una puntata di altri tre cervidi, sempre tranquilli, eccoli loro, quelli che ero venuto a cercare: cinghiali! Un misto di paura e di emozione, quando allimprovviso un animale più grosso, accompagnato da altri quattro o cinque più piccoli è apparso nella radura. Di corsa son stati raggiunti da due o tre piccolini, quei "maialotti" marroncini a strisce orizzontali che tutti conoscono. Neri come la pece, anche per via della poca luce, i grandi ogni tanto mi hanno grugnito, ma niente di più. Forse un maschio con alcune femmine? non sembravano particolrmente grossi, imponenti, di importazione, sembravano quasi come i nostrali, più piccoli. E mi avrebbe fatto piacere, perchè vuol dire che alcune sacche son rimaste. Sfortunatamente la poca luce ( erano le 21:15) non mi ha permesso di scattare foto decenti, anche se ci ho provato in manuale. Li lascio nella radura, accompagnato dai loro grugniti, fino ad una certa ora, quando scompaiono alla vista. Solo in lontananza odo qualche altro rumore. La notte trascorre tranquilla, solo qualche grido di rapaci notturni. La mattina noto una cosa: su un piattino di plastica la sera avevo notato degli avanzi, forse lasciati da avventori precedenti. Ecco, la mattina dopo erano scomparsi! La natura non spreca: forse qualche piccolo predatore, qualche animale che non son riuscito a vedere ha approfittato dell'inaspettato banchetto. A parte la solita lepre che la mattina presto ho scoperto a rimpinzarsi di germogli e radici, nessun altro animale si è mostrato davanti ai miei obbiettivi: forse il fumo, forse il mio odore li ha consigliati di stare alla larga...... Unico mio rammarico: non aver sentito l'ululato del lupo! Paura mista ad emozione, preda e predatore, tutto si incarna in questo splendido e furtivo predatore. Sentire la sua presenza, udire l'agghiacciante eppur bellissimo suono scaturito dalle sue fauci, vederlo in caccia........Sarebbe stato il coronamento di una bell'esperienza, che forse ripeterò quando temperatura ed unidità saranno migliorati.

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Con tag foto - natura

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